L’Associazione dei Geografi Italiani, dove afferiscono gli studiosi di discipline geografiche che a diverso titolo e ruolo operano nelle Università italiane, è stata costituita per far fronte al crescente bisogno di organizzazione della ricerca geografica in relazione alla molteplicità dei processi culturali innestatisi in tempi recenti a scala nazionale e internazionale. Il continuo impegno dell’A.Ge.I. è testimoniato da numerose iniziative culturali, dall’attività dei gruppi di lavoro nell’approfondimento di temi di grande interesse epistemologico, politico, sociale e dagli studi per la conoscenza del territorio.
Alessandro Ricci segnala che nell’ambito dei corsi di Geografia per Scienze della Formazione Primaria e Scienze dell’Educazione dell’Università di Bergamo, martedì 12 maggio alle ore 14 presso la Sala Castoldi (P.le di S. Agostino, 2) si svolgerà il seminario dal titolo “La Geografia nelle nuove indicazioni nazionali per il primo ciclo. Prospettive e sfide didattiche”.
L’iniziativa, che vede la collaborazione del CQIIA e dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, ha lo scopo di riflettere sui cambiamenti nell’insegnamento della Geografia a scuola e sulle prospettive didattiche che si aprono per gli insegnanti sulla base delle nuove indicazioni nazionali.
Interverranno, in qualità di relatori, Paolo Molinari, geografo – Università cattolica del Sacro Cuore; Francesco Magni, pedagogista – Università degli studi di Bergamo; Stefano Malatesta, geografo – Università di Milano-Bicocca; Rossella De Lucia, geografa – Università Cattolica del Sacro Cuore e insegnante.
Introdurranno Adolfo Scotto di Luzio, prorettore alla Didattica – Università degli studi di Bergamo e Giuseppe Scaratti, direttore Dipartimento di Scienze Umane e Sociali – Università degli studi di Bergamo, e concluderanno il seminario Alessandra Ghisalberti, geografa – Università degli studi di Bergamo ed Elena dell’Agnese, geografa – presidente Associazione dei Geografi Italiani. Coordinerà Alessandro Ricci, geografo – Università degli studi di Bergamo.
La partecipazione è libera e pensata primariamente per studenti e insegnanti di scuola.




