Per una geografia critica delle infrastrutture sociali. Concetti e prospettive dal Sud italiano (Salerno, 22 aprile 2026)

Daniele Bagnoli segnala il seminario “Per una geografia critica delle infrastrutture sociali. Concetti e prospettive dal Sud italiano”, che si terrà mercoledì 22 aprile 2026 alle ore 10:30, presso l’Aula SP3, piano terra, Edificio D2, Campus di Fisciano.

Interverranno: Ugo Rossi Martina Locorotondo (Gran Sasso Science Institute), Adalgiso Amendola, Massimiliano Bencardino, Giorgia Iovino (Università di Salerno).

L’incontro si potrà seguire anche online

https://teams.microsoft.com/meet/3772656465650?p=AbMbHiuu0oBXm2eX7o

Abstract

Le infrastrutture sociali sono un nodo decisivo per comprendere la crisi contemporanea della vita collettiva. Non coincidono solo con servizi o attrezzature pubbliche, ma comprendono spazi, pratiche, relazioni e dispositivi socio-materiali che rendono possibile la riproduzione sociale, la cura, il mutuo sostegno e l’abitabilità dei territori. Sanità territoriale, scuole, spazi verdi, edilizia pubblica, associazionismo e forme informali di cura partecipano tutte a questa funzione. La loro centralità deriva dall’intreccio fra più crisi: solitudine sociale, crisi abitativa, austerità, arretramento del welfare, precarizzazione della vita quotidiana, erosione dei legami di prossimità. Non si tratta soltanto degli effetti della digitalizzazione, ma di processi politico-economici che hanno progressivamente indebolito i supporti collettivi della vita sociale. La crisi delle infrastrutture sociali coincide così con l’indebolimento delle condizioni materiali e relazionali che consentono alle persone e alle comunità di vivere e riprodursi socialmente. Nel Mezzogiorno questa crisi assume una forma specifica. Divari territoriali storici, tagli ai servizi, vulnerabilità sanitaria, spopolamento e marginalizzazione colpiscono con particolare intensità aree interne, contesti rurali e quartieri popolari. La pandemia ha reso evidente questa fragilità, mostrando quanto l’indebolimento dei servizi di prossimità abbia inciso sulla tenuta dei territori. Occorre allora superare una visione tecnica o meramente amministrativa. Le infrastrutture sociali vanno comprese come realtà relazionali, processuali e conflittuali, ridefinite dall’interazione fra politiche pubbliche, pratiche quotidiane e forme di auto-organizzazione. Possono essere spazi di sopravvivenza, ma anche dispositivi di resistenza alla mercificazione e alla deterritorializzazione.

Locandina