Scomparsa di Jean-Bernard Racine (1940-2026)

Diamo triste notizia della scomparsa del geografo svizzero Jean-Bernard Racine, avvenuta lunedì 23 marzo 2026.

Il ricordo di Marina Marengo:

Jean-Bernard Racine ci ha lasciato il 23 marzo scorso. Professore emerito presso l’Istituto di Geografia di Losanna, è stato uno dei più grandi geografi francofoni degli ultimi decenni.
Nato a Neuchâtel (Svizzera) nel 1940, Jean-Bernard Racine si è formato quale geografo a Aix-en-Provence con Hildebert Isnard. Si è poi trasferito in Canada dove ha insegnato nelle Università di Sherbrooke e di Ottawa. Nel suo periodo canadese Racine si avvicina all’analisi multivariata grazie a Brian Berry. La sua tesi di dottorato discussa a Nizza nel 1973, dal titolo Un type nord-américain d’expansion métropolitaine : la couronne urbaine du grand Montréal : géographie factorielle expérimentale d’un phénomène suburbain è il risultato dell’uso dell’analisi fattoriale in geografia.
Rientrato in Svizzera, Racine diverrà la figura di maggior spicco dell’Istituto di Geografia di Losanna. Insieme a Henri Reymond pubblica nel 1973 L’Analyse quantitative en géographie, diffondendo nel contesti francofoni e in Europa l’approccio quantitativo in geografia nonché l’analisi dei sistemi spaziali. Interessato all’epistemologia della geografia, ancora con Henri Reymond e Hildebert Isnard pubblica nel 1981 Problématiques de la géographie.
Nel 1993 dà alle stampe La ville entre Dieu et les hommes, volume che racchiude il suo sentire di geografo urbano, e che mette in evidenza la sua preoccupazione di indagare le diverse forme di spiritualità all’interno delle società umane.
Negli anni 1990 riprende la riflessione iniziata negli anni 1970 in Canada sulla necessità di dialogo fra approcci quantitativo e qualitativo, si avvicina progressivamente alla ricerca sul campo, nonché al ruolo del geografo nei processi partecipativi locali.
Nel 1997 il suo ruolo di geografo e la sua opera scientifica sono stati riconosciuti con il Prix Vautrin Lud nel 1997 e, successivamente (1998), con la laurea honoris causa dell’Università di Iasi in Romania.
La sua capacità di diffusore di idee, la sua generosità nella condivisione delle conoscenze, non solo geografiche, la sua “passionalità” geografica e la sua capacità di accoglienza mancheranno sicuramente a tutti coloro che hanno percorso anche solo un breve tratto della loro vita accademica al suo fianco.
Marina Marengo