Una montagna “nuova” e più “autentica”? – Comunicato stampa SOGEI

COMUNICATO STAMPA congiunto delle associazioni scientifiche dei geografi e delle geografe italiane/i: Associazione dei Geografi Italiani (AGeI), Associazione Italiana di Cartografia (AIC), Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG), Centro Italiano per gli Studi Storico-geografici (CISGE), Società Geografica Italiana, Società di Studi Geografici.

La nuova classificazione dei comuni montani prevista dal relativo DPCM (ex art. 2, co. 1, legge n. 131 del 2025) è una sforbiciata dei comuni finora ritenuti tali dalla classificazione UNCEM. La geografia italiana sin dagli anni Cinquanta – inascoltata – ha invocato una definizione complessa di “area montana”, basata su un’analisi multicriteriale che tenga conto delle caratteristiche territoriali, nel rispetto di tutte le aree montane e della loro varietà. Dispiace che la commissione di sei esperti nominata dal Ministero avesse le mani legate in partenza dai 2 soli criteri imposti dalla Legge 131/2025, ovvero altimetria e pendenza. Un approccio che non distingue la condizione montana fra le diverse regioni e parti del Paese, ma che semplicemente restringe le condizioni di riconoscimento, ne favorisce alcune – in particolare quelle del Nord – a scapito delle altre, perpetuando i divari territoriali che tanto hanno nuociuto allo sviluppo dell’Italia. In oltre 70 anni di storia dalla prima legge sulla montagna, la novità di questa nuova classificazione è che rimane ancorata a criteri vecchi. Siamo quindi lontani da una definizione di montagna “vera” (vera poi per chi?), ma piuttosto ci troviamo di fronte alla necessità di giustificare tagli di spesa, in questo caso banalizzando la complessità e la diversità dei territori montani.

Scarica PDF

Comunicato_Sogei_18122025 (1)