Dagli alla cozza l’imputata senza colpa (di U. Leone) – La Repubblica (2 aprile 2026)
Segnaliamo l’articolo di Ugo Leone del 2 aprile 2026 su La Repubblica.
Quando 53 anni fa a Napoli “scoppiò” il colera fu proprio una sorpresa. L’ultima e definitiva delle ricorrenti epidemie di colera si pensava fosse quella del 1884. Invece no. Dopo che si era sventrata Napoli come aveva auspicato Matilde Serao (“Il ventre di Napoli”, Treves 1884) e dopo che la Società per il Risanamento aveva provveduto a bonificare l’ampia area coinvolta in quella drammatica epidemia ( i quartieri Pendino, Porto, Vicaria, Mercato) tramite l’abbattimento dell’edilizia infetta e la ricostruzione degli edifici e di una lunga strada (Corso Umberto I) detta Rettifilo, che in linea retta, appunto, collegava l’area (oggi piazza Giovanni Bovio) con la stazione ferroviaria (piazza Garibaldi). Dopo tutto questo cui venti anni dopo si aggiunse la “legge speciale per Napoli” del 1904; dopo tutto questo si riteneva che ormai il doloroso capitolo del colera (dei bassi e dei fondaci dai quali tutte le malattie infettive e, periodicamente, il vibrione del colera avevano mietuto migliaia di morti); si riteneva, dicevo, che fosse una pagina della storia di Napoli della quale tener conto nei libri di storia.

