“Il ponte, un monumento all’illusione” (di S. De Falco) – Corriere del Mezzogiorno (12 agosto 2025)

Segnaliamo l’articolo di di Stefano De Falco sul Corriere del Mezzogiorno – Campania del 12 agosto 2025 sul Ponte sullo Stretto.

Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina viene spesso descritto con toni trionfalistici, ma un’analisi più attenta delle condizioni infrastrutturali del Mezzogiorno lo rivela come un potenziale “monumento all’illusione”. Lontano dall’essere parte di un piano coordinato di sviluppo simile al New Deal, l’opera appare come un intervento isolato e simbolico, che risponde più a logiche politiche che a una reale valutazione d’impatto in un territorio dove mancano ancora ferrovie moderne, strade sicure e servizi essenziali.

Il nodo cruciale della critica riguarda l’incoerenza logistica di un investimento faraonico inserito in un sistema fragile. In Sicilia e Calabria il problema non è solo l’attraversamento, ma i colli di bottiglia a monte e a valle: reti ferroviarie spesso a binario unico non elettrificate e autostrade obsolete renderebbero vano il risparmio di tempo garantito dal ponte. Il rischio concreto è quello di replicare fallimenti storici come quello della Transahariana, un’opera ingegneristica perfetta ma rimasta inutilizzata per l’assenza di collegamenti secondari.

L’impiego degli oltre 14 miliardi di euro previsti solleva forti dubbi sulla visione strategica per il Sud. Anziché concentrare risorse così ingenti in un unico simbolo politico-ingegneristico, sarebbe prioritario investire in una rete di trasporti diffusa, in ospedali moderni e centri di ricerca capaci di generare occupazione e trattenere i giovani. La filosofia del “fare il ponte e poi il resto” viene quindi respinta come un errore di prospettiva: senza un sistema efficiente alle spalle, il “resto” rischia di non arrivare mai, lasciando ai cittadini un’opera grandiosa ma scollegata dalla realtà quotidiana.

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