“Napoli, il disagio arriva in centro” (di S. De Falco) – Il Mattino (11 gennaio 2026)

Segnaliamo l’articolo di Stefano De Falco su Il Mattino dell’11 gennaio 2026 sulla mappatura Istat del disagio socio-economico a Napoli.

L’articolo propone una lettura critica delle nuove metriche Istat sul disagio socio-economico a Napoli, offrendo spunti rilevanti per l’analisi urbana. Superando la sola variabile reddituale, l’indagine adotta un indice composito (istruzione, mercato del lavoro, sovraffollamento) applicato alla scala fine delle Aree Sub-Comunali (ASC). Il dato spaziale che ne emerge decostruisce la tradizionale dicotomia centro-periferia: le “maglie nere” del disagio non sono confinate ai margini (Scampia, Secondigliano), ma investono strutturalmente il cuore storico (Pendino, Mercato).

L’analisi evidenzia il paradosso della turistificazione: i flussi turistici nel centro antico non si sono tradotti in benessere diffuso o stabilità occupazionale, ma hanno spesso cristallizzato forme di precariato. Parallelamente, nell’area orientale, i nuovi poli dell’innovazione appaiono come enclavi slegate dal tessuto sociale circostante. Emerge una città fortemente polarizzata, dove le aree di Posillipo e Chiaia restano “oasi” segregate dal resto. Per i geografi, lo studio conferma l’inefficacia di uno sviluppo basato solo su rendita e terziario senza politiche attive di coesione territoriale e ricucitura delle fratture socio-spaziali.

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