“Se conflitti e IA trasformano il mercato del lavoro negli USA” (di S. De Falco) – Il Mattino (4 dicembre 2025)
Segnaliamo l’articolo di di Stefano De Falco sul Mattino del 4 dicembre 2025 su come i conflitti globali e l’utilizzo sempre più ampio delle intelligenze artificiali influenzino il mondo del lavoro negli Stati Uniti.
Il mercato del lavoro statunitense sta vivendo una trasformazione radicale e contraddittoria verso la fine del 2025, disegnando una nuova geografia economica in cui l’innovazione non è più sinonimo automatico di occupazione. Secondo l’analisi di Stefano de Falco pubblicata su Il Mattino, la California ha perso il suo storico primato di motore occupazionale, lasciando sul terreno oltre 158.000 posti di lavoro in soli dieci mesi. Grandi colossi come Amazon, Intel, Salesforce e persino Apple, tradizionalmente restia ai licenziamenti, hanno avviato massicce ristrutturazioni. La causa principale va ricercata nell’Intelligenza Artificiale che, nel settore civile e dei servizi, sta portando a una vera e propria “sostituzione algoritmica”, rendendo superflue molte mansioni umane.
Lo scenario cambia drasticamente se si guarda all’industria della Difesa e dell’Aerospazio, che sta vivendo un momento di espansione senza precedenti. A causa delle crescenti tensioni geopolitiche in Ucraina, Medio Oriente e Asia, la spesa militare globale ha raggiunto la cifra record di 2,46 trilioni di dollari, spingendo aziende come Lockheed Martin a una caccia disperata ai talenti. In questo settore, l’IA agisce in modo opposto rispetto al mondo Big Tech: non sottrae lavoro ma funge da forza propulsiva, richiedendo competenze umane sempre più sofisticate per gestire sistemi d’arma complessi che il mercato attuale fatica a formare.
Ci troviamo quindi di fronte a una mappa occupazionale frammentata e a un paradosso evidente. Mentre l’economia digitale civile appare sempre più instabile e soggetta a cicli di crisi, la “ri-militarizzazione” dell’economia garantisce crescita e stabilità, ma richiede profili introvabili. L’analisi suggerisce che questa transizione, se non governata, rischia di aumentare le disuguaglianze territoriali e professionali, poiché il mercato del lavoro avanzato dimostra di non sapersi autoregolare di fronte a shock tecnologici e politici di tale portata.
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