“Sette” sulla Geografia e lettera aperta del Presidente A.Ge.I.

Il settimanale “Sette” del Corriere della Sera del 16 agosto ha dedicato la copertina (qui a fianco) e alcuni articoli al tema della Geografia.

Di questi sono disponibili online un articolo di Beppe Servegnini (vedi QUI) e un’intervista a Franco Iseppi e Giulio Lattanzi, rispettivamente presidente e direttore generale del Touring Club Italiano (QUI).

Il tema è stato ripreso, tra gli altri, da RadioTre Rai.

In questo dibattito è intervenuto il Presidente A.Ge.I., Andrea Riggio, con la lettera aperta di seguito riportata:

 

Con questa mia lettera aperta vorrei esprimere, a nome dei geografi universitari italiani che rappresento, la soddisfazione e la totale adesione alle considerazioni sulla geografia di Beppe Severgnini, di Edoardo Vigna e del Touring Club Italiano pubblicate su Sette, l’inserto del Corriere della Sera del 16 agosto e riportate ampiamente e ben commentate poi anche su Prima Pagina, la rassegna stampa di Radio Tre del 16 agosto, condotta da Lucia Conte.

In particolare, mi ha colpito molto positivamente il ragionamento di Severgnini sui giovani mediamente bene informati, anche per un intelligente uso delle nuove tecnologie, ai quali spesso però manca una componente fondamentale del sapere, e cioè conoscere dove le cose accadono e – aggiungo io per fare un riferimento agli squilibri territoriali – dove nascono e come e quanto si diffondono nel mondo.

Ho apprezzato anche molto le riflessioni sul ruolo della cultura geografica e del viaggio dei rappresentanti del TCI, espressi dal Presidente Franco Iseppi e dal Segretario Generale Giulio Lattanzi, specialmente quando si afferma – come fa Franco Iseppi – che la geografia è uno strumento fondamentale che ci consente di uscire di casa quando cresciamo, che migliora il funzionamento della nostra creatività perché ci fa capire e vedere ciò che è sconosciuto, anche attraverso il viaggio, e che ci fa comprendere l’altro, o quando si sostiene – come fa  Giulio Lattanzi – che la geografia e la cartografia non ci aiutano solo a spostarci dal punto A al punto B, come fa una app di geolocalizzazione, ma ci forniscono strumenti per orientarci e per comprendere i contesti vissuti o visitati.

Se questi sono i punti di forza del sapere geografico e cartografico, dei modelli e dei sistemi informativi geografici, come Presidente dei geografi universitari ritengo che il passo successivo del “misurarci con la geografia” proposto da «Sette» sia costruire tutti insieme, a partire certamente dalla scuola e dalle università, l’altro anello mancante della catena culturale italiana: un cittadino consapevole dei problemi ambientali, paesaggistici e territoriali del nostro Paese, per contrastare il degrado e i rischi ambientali, per la tutela del paesaggio e per la corretta gestione del territorio. Solo così l’Italia potrà contare su solide basi culturali e su una cittadinanza attiva in grado di esercitare un attento e condiviso controllo sociale sulle scelte in materia di corretta gestione e sorveglianza del territorio.

I geografi italiani, che dedicheranno le prossime Giornate della Geografia al tema della Public Geography per una geografia al servizio del Paese, sono da una parte molto soddisfatti di questo ritorno d’interesse per la disciplina, constatato anche dall’ampia partecipazione popolare alla Notte Europea della Geografia dello scorso aprile, e dall’altra sono disposti a collaborare a tutte le iniziative mediatiche, didattiche, culturali e ovviamente di pianificazione territoriale, come quelle richiamate da Sette, da Radio Tre e dal Touring Club Italiano, per accrescere l’incisività di questa componente fondamentale della cultura italiana.

Andrea Riggio                     

Presidente dell’Associazione dei Geografi Italiani

 

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