Geografia e migrazioni un incontro all’Orientale (di F. Amato) – la Repubblica Napoli (11 giugno 2026)

Segnaliamo l’articolo di Fabio Amato dell’11 giugno 2026 su La Repubblica, edizione di Napoli, di presentazione dell’evento “Geografia e… migrazioni”.

Come tutte le metropoli, Napoli perde popolazione residente e trasforma il suo profilo, non è più da tempo una città milionaria e supera di poco i 900mila abitanti. La “turistizzazione” impatta sull’uso della città, ma chi abita e vive gli spazi sono sempre più cittadini migranti, che in proporzione rappresentano il 7% del totale: oltre 64mila persone che vivono regolarmente soprattutto nei quartieri del centro storico. Il tema delle migrazioni è uno dei più mediatizzati e quasi sempre affrontato in termini di emergenza ed eccezionalità: chi grida all’invasione e alla securizzazione si oppone a chi spinge verso un’accoglienza umanitaria. Due volti di uno stesso processo: lo scarso riconoscimento della capacità di azione di queste persone, viste sempre come un corpo unico da allontanare o da proteggere. Le migrazioni, sia internazionali che interne, devono essere considerate come fenomeni strettamente intrecciati nei processi di trasformazione sociale e territoriale contemporanei. Accanto ai movimenti oltre confine, spesso al centro del dibattito pubblico e accademico, gli spostamenti interni contribuiscono in modo rilevante alla ridefinizione delle strutture demografiche, economiche e insediative, incidendo sulle relazioni tra aree urbane e rurali, centri e periferie, regioni dinamiche e territori in declino. Adottare una prospettiva che integri migrazioni interne e internazionali, superando le dicotomie tradizionali (interno/internazionale; Sud/Nord; mobilità/immobilità; volontario/forzato), in quella che è stata definita l’era delle migrazioni permette di restituire complessità ai legami tra spostamenti umani, disuguaglianze e trasformazione territoriale. 

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