Geopolitica: teorie, metodi e applicazioni nel campo della geografia politica

Ragioni di fondo e stato dell’arte

La geografia italiana ha sempre riconosciuto che la dimensione politica è una componente costitutiva e imprescindibile della disciplina. Ne è prova evidente il fatto che uno dei due settori disciplinari formalmente riconosciuti come sua articolazione interna presenti l’aggettivo “politica” nella propria denominazione (per quanto essa ovviamente non esaurisca gli interessi e le attitudini presenti nella categoria, che riguarda anche i componenti incardinati nell’altro settore). Questa strutturazione disciplinare attesta sia l’autopercezione della categoria che la domanda espressa dalle autorità, e indirettamente dalla società, circa l’opportunità di uno specifico sapere geografico a tema politico.

Sul piano dell’intensità della riflessione e della produzione scientifica, però, si è proceduto a strappi, con periodi di grande fermento alternati a periodi di allentamento dell’interesse. Questa generale irregolarità non ha impedito la costituzione di un bagaglio di concetti e metodi di ricerca specificamente rivolti a indagare il versante politico della geografia, ma ha ostacolato la sedimentazione di tale bagaglio nonché la sua ricezione in altre discipline e il riconoscimento della sua valenza sociale.

In questo preciso momento storico, una delle principali fonti dell’attenzione pubblica verso la geografia proviene da quel complesso di aspetti che ricade sotto l’etichetta di “geopolitica”. Si tratta di un termine certamente non nuovo alla geografia italiana, che l’ha già impiegato in alcuni momenti significativi della propria storia (in particolare negli anni Trenta, Settanta e Novanta del Novecento) ma che oggi non ne sfrutta appieno le potenzalità come invece accade in altri paesi, ad esempio in Francia dove la geopolitica è un campo di studi affermato e costantemente ravvivato da una ricchissima produzione realizzata in buona parte da geografe e geografi. In Italia si nota, piuttosto, un crescente uso del termine in molti settori delle scienze sociali che ovviamente tendono a impiegarlo secondo le proprie sensibilità e necessità di ricerca, inducendo uno slittamento semantico verso un’accezione sempre più politologica e sociologica che svuota di senso il prefisso “geo” della parola.

Questa proposta di costituzione di un gruppo A.Ge.I. si configura, pertanto, come un servizio alla geografia italiana finalizzato a dare spessore scientifico alla propria riflessione a tema politico e, allo stesso tempo, cogliere le opportunità offerte dall’accresciuta richiesta di specifiche competenze, oggi non più limitata alle istituzioni. Tutto ciò in linea con l’obiettivo generale perseguito dall’A.Ge.I. di sostenere il rilancio della geografia e consolidarne l’immagine pubblica in qualità di sapere chiave per la comprensione delle dinamiche del mondo contemporaneo.

 

Risultati attesi nel breve periodo:

  • Diffusione delle esperienze di ricerca e delle pubblicazioni recenti e in corso attraverso il sito del gruppo, che ospiterà anche altre informazioni utili agli aderenti quali risorse in rete di carattere scientifico e iniziative;
  • Raccordo tra i diversi interessi esistenti sul tema, in linea con l’ottica intenzionalmente inclusiva del gruppo, assicurato dall’organizzazione di specifici appuntamenti scientifici a cadenza regolare che fungono da momenti di costruttivo confronto;
  • Riscoperta, soprattutto a beneficio delle giovani generazioni, del patrimonio storico della geografia italiana sul versante politico della disciplina, in particolare quello degli anni ’70 e ’80 del Novecento;
  • Capitalizzazione a favore della geografia accademica di questa particolare fase di fascinazione del pubblico verso la geopolitica attraverso la segnalazione di eventuali occasioni di partecipazione a eventi e di presenza sui mezzi di informazione.

 

Risultati attesi nel medio periodo:

  • Generale sensibilizzazione nella geografia italiana delle valenze politiche della riflessione geografica, con l’acquisizione di consapevolezza circa i meccanismi spaziali meno appariscenti delle relazioni di potere e l’emancipazione da una concezione statica del potere;
  • Superamento di una concezione generica e superficiale della geopolitica attraverso lo sviluppo di una piattaforma teorica fortemente ancorata alle scienze geografiche e aggiornata nelle sue categorie interpretative e nelle sue prassi metodologiche;
  • Estensione delle opportunità professionali accessibili tramite una formazione geografica negli ambiti collegati alla politica, in particolare quella internazionale: giornalismo, diplomazia e altri organi dello Stato, aziende specializzate nella fornitura di servizi e conoscenze strategiche per operare a livello internazionale;
  • Impulso, all’interno della geografia, a dare vita a un dibattito serio sulla geopolitica, scevro da pregiudizi e diffidenze verso il passato, in grado di rileggere la storia disciplinare traendone insegnamenti per il futuro;
  • Sostegno alla riflessione riguardante spazialità diverse da quella dello stato territoriale moderno, nella convinzione che l’egemonia culturale di quel modello (territorial trap) freni la possibilità di allargare gli orizzonti del pensiero geografico sul potere;
  • Raccordo del dibattito italiano con quello internazionale da una posizione aperta ma non subalterna.

 

Programma delle attività e delle pubblicazioni

  • Due appuntamenti convegnistici fissi ogni anno i cui temi ruoteranno tra le seguenti aree: epistemologia e fondamenti teorici; storia disciplinare e teorie del passato; metodologia per l’analisi; studio di casi;
  • Pubblicazione di monografie e rapporti tematici con procedura peer-reviewed, anche a partire dall’esperienza raccolta nei diversi convegni organizzati dal gruppo;
  • Proposta di un numero monografico di Geotema, subordinata alla disponibilità offerta dalla redazione e all’effettiva maturazione in seno al gruppo di un complesso di idee sufficientemente innovative;
  • Workshop specificamente dedicati alla rilettura e discussione di testi di base della tradizione geografica.

 

Ricadute didattiche

  • Rilancio e diversificazione della manualistica;
  • Impulso alle materie geografiche nei corsi universitari triennali e specialistici;
  • Sistematica istituzionalizzazione della presenza di geografe e geografi nell’alta formazione para-universitaria a tema geopolitico, sia quella impartita presso gli atenei (master di primo e secondo livello) sia presso associazioni (corsi tematici).

 

Ricadute nella terza missione

  • Promozione della visibilità pubblica della geografia attraverso un suo inserimento stabile in quello spazio tematico perennemente aperto offerto dall’informazione e divulgazione a tema geopolitico;
  • Promozione dei rapporti con le istituzioni potenzialmente interessate alle competenze geopolitiche.

 

Eventuali fonti di finanziamento

  • Partecipazione a progetti Prin e a bandi internazionali.

 

Rapporti internazionali

La valorizzazione internazionale della ricerca italiana è considerata un obiettivo rilevante del gruppo. Esistono già numerose e avanzate forme di collaborazione all’interno di reti di studiosi, sia a titolo individuale che collettivo, sia nell’ambito del mondo anglosassone che con altre realtà regionali. Tuttavia, tali attività non sempre sono adeguatamente conosciute in Italia. Il nuovo gruppo si impegna a promuovere la diffusione dei risultati di tali attività veicolandone la circolazione e favorendo così la partecipazione italiana in tali iniziative.

 

 

 

Soci proponenti:

Edoardo Boria (coordinatore scientifico), Università di Roma “Sapienza”, edoardo.boria@uniroma1.it

Matteo Bolocan Goldstein, Politecnico di Milano, matteo.bolocan@polimi.it

Veronica Camerada, Università di Sassari, vcamerada@uniss.it

Anna Casaglia, Università di Trento, anna.casaglia@unitn.it

Floriana Galluccio, Università di Napoli L’Orientale, fgalluccio@unior.it

Claudio Gambino, Università Kore di Enna, claudio.gambino@unikore.it

Dino Gavinelli, Università statale di Milano, dino.gavinelli@unimi.it

Cristiano Giorda, Università di Torino, cristiano.giorda@unito.it

Chiara Giubilaro, Università di Palermo, chiara.giubilaro@unipa.it

Laura Lo Presti, Università di Padova, laura.lopresti@unipd.it

Matteo Marconi, Università di Roma “Sapienza”, matteo.marconi@uniroma1.it

Claudio Minca, Università di Bologna, claudio.minca@unibo.it

Daniele Paragano, Università Cusano, daniele.paragano@unicusano.it

Alessandro Ricci, Università di Bergamo, alessandro.ricci@unibg.it

Paolo Sellari, Università di Roma “Sapienza”, paolo.sellari@uniroma1.it

Silvia Siniscalchi, Università di Salerno, ssiniscalchi@unisa.it

Rosario Sommella, Università di Napoli L’Orientale, rsommella@unior.it

Maria Luisa Sturani, Università di Torino, marialuisa.sturani@unito.it

Alessandro Vitale, Università di Milano, alessandro.vitale@unimi.it

 

Altri soci:

Silvia Aru (Università di Torino)

Carlo Salone (Torino)

Francesca Krasna (Trieste)

Igor Jelen (Trieste)

Maurizio Scaini (Trieste)

Francesco Barbaro (Roma Sapienza)

Alberto Radici (Roma Sapienza)

Luca Muscarà (Molise)

Michele Pigliucci (Roma Link)

Nicola Fatone (Roma Sapienza)

Simona Epasto (Macerata)

Paola Zamperlin (Pisa)

Daniela La Foresta (Napoli Federico II)

Libera D’Alessandro (Napoli L’Orientale)

Giulia Vincenti (Roma Cusano)

Giacomo Spanu (Roma Sapienza)

Maria Paradiso (Napoli Federico II)

Giovanni Baiocchetti (Milano Statale)

Margherita Ciervo (Foggia)

Giuseppe Borruso (Trieste)

Daniele Mezzapelle (Siena stranieri)

 

Spoglio degli articoli a tema geografico-politico sulle principali riviste della geografia accademica da gennaio 2010 a settembre 2022

 

CATTEDRE UNIVERSITARIE DI GEOPOLITICA E GEOGRAFIA POLITICA (al 21/9/2022)

 

LISTA DI ALCUNI CORSI DI ALTA FORMAZIONE CON ESPLICITO RIFERIMENTO ALLA GEOPOLITICA

 

virtual forum di Political Geography sulla guerra in Ucraina

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